Sino ad oggi, tra i media del regime berlusconiano, Il Messaggero poteva vantarsi di essere quello meno radicalmente schierato, quello che meno faceva da semplice cassa di risonanza delle ragioni del cavaliere e dei suoi amici, insomma quello meno sputtanato.
Senonchè oggi il quotidiano della capitale sparava in prima pagina, a proposito del terribile sisma del Giappone, "Nucleare sicuro - è la prova del nove", assicurando che le centrali nucleari nipponiche avevano retto la terribile prova.
L'effetto di questa notizia, uscita nelle edicole in comtemporanea alle notizie «live» che ci raccontavano invece di una esplosione nella centrale nucleare maggiormente colpita dal sisma, è stato sicuramente devastante.
E fa scalare al Messaggero molte posizioni nella poco gradita classifica dei giornali che fanno cattiva informazione.
La partita ora è a tre, ed è difficile prevedere chi la vincerà tra Messaggero, Libero e Giornale.
Di sicuro sappiamo chi ci perde in questa sconsiderata gara: il cittadino che ha diritto ad una informazione puntuale e corretta, ancorchè schierata.
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12 marzo 2011
La mala informazione
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10 marzo 2011
Il Veronesi fuori posto
E' difficile poter definire (o commentare) le ultime uscite di Umberto Veronesi sul nucleare, volendo tenersi lontano dalle definizione più o meno ingiuriose che Grillo gli riserva solitamente.
Già faticavamo a capire per quale motivo il professore, che tanto seguito ha dalle parti del PD, è un accanito sostenitore degli inceneritori, che quasi quasi fanno bene alla salute.
Ma davanti alle sue prese di posizione a favore del nucleare si rimane sgomenti. Ancor di più se si pensa che Veronesi le afferma da presidente della Agenzia per la sicurezza nucleare.
Su quale sicurezza dovremmo fare affidamento sentendo un personaggio di cotanto spessore affermare che lui si terrebbe le scorie nucleari in camera da letto? Come possiamo rimanere tranquilli sentendolo affermare che le centrali nucleari sono studiate per durare fino a cent'anni? O che tutti i problemi del nucleare saranno risolti (certo, ma quando? sulle scorie non è stato fatto alcun passo avanti da cinquant'anni a questa parte)?
Affermazioni ridicole, da grossolano incompetente, che trascinano in un'ombra pesante di affidabilità l'intera struttura che presiede. E che dovrebbe sovrintendere sulla "nostra" sicurezza in ambito nucleare.
Non è poco.
Rimangono aperte tutte le domande che riguardano Veronesi e che, ripeto, si trascinano fin dalla polemica sugli inceneritori. In particolar modo perchè un luminare che tanto si è distinto nella lotta "contro" il cancro, sembra così cieco e poco incline ad investire altrettanto impegno e dedizione sulla prevenzione?
Forse perchè la prevenzione non produce profitto?
A pensar male si fa peccato, ma...
Già faticavamo a capire per quale motivo il professore, che tanto seguito ha dalle parti del PD, è un accanito sostenitore degli inceneritori, che quasi quasi fanno bene alla salute.
Ma davanti alle sue prese di posizione a favore del nucleare si rimane sgomenti. Ancor di più se si pensa che Veronesi le afferma da presidente della Agenzia per la sicurezza nucleare.
Su quale sicurezza dovremmo fare affidamento sentendo un personaggio di cotanto spessore affermare che lui si terrebbe le scorie nucleari in camera da letto? Come possiamo rimanere tranquilli sentendolo affermare che le centrali nucleari sono studiate per durare fino a cent'anni? O che tutti i problemi del nucleare saranno risolti (certo, ma quando? sulle scorie non è stato fatto alcun passo avanti da cinquant'anni a questa parte)?
Affermazioni ridicole, da grossolano incompetente, che trascinano in un'ombra pesante di affidabilità l'intera struttura che presiede. E che dovrebbe sovrintendere sulla "nostra" sicurezza in ambito nucleare.
Non è poco.
Rimangono aperte tutte le domande che riguardano Veronesi e che, ripeto, si trascinano fin dalla polemica sugli inceneritori. In particolar modo perchè un luminare che tanto si è distinto nella lotta "contro" il cancro, sembra così cieco e poco incline ad investire altrettanto impegno e dedizione sulla prevenzione?
Forse perchè la prevenzione non produce profitto?
A pensar male si fa peccato, ma...
23 febbraio 2011
Una piccola vittoria, una buona notizia
Lo spot fintamente neutro sul nucleare di Chicco Testa (di) è pubblicità ingannevole e pertanto non può più andare in onda. L'Istituto dell'Autodisciplina pubblicitaria ha dichiarato che la pubblicità del Forum nucleare italiano non è conforme agli articoli 2 e 46 del Codice di Autodisciplina della comunicazione e ne ha ordinato pertanto la cessazione, perchè si tratta di una pubblicità ingannevole.
Il Giurì ha dunque ordinato la cessazione dello spot "E tu sei a favore o contro l'energia nucleare o non hai ancora una posizione?" in quanto "non è conforme all'art. 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale”. Che recita: “La comunicazione commerciale deve evitare ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche, specie per quanto riguarda le caratteristiche e gli effetti del prodotto, il prezzo, la gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione, l'identità delle persone rappresentate, i premi o riconoscimenti”.
Una grande soddisfazione per Greenpeace, che aveva promosso il ricorso al Giurì, ed anche per quelli che come noi lo avevano sottoscritto in ogni dove in Rete ed avevano prodotto autonoma segnalazione (molte piccole denunce fanno una grande denuncia) al Garante.
I furbetti del nucleare, con in "Testa" il furbone Chicco, hanno avuto dunque un primo significativo altolà: cercare di manipolare l'opinione pubblica, su un tema così delicato e sul quale gli italiani si sono già da tempo chiaramente e definitivamente pronunciati, non è stata una grande idea nell'epoca di internet e della comunicazione totale.
Ma state pur tranquilli che ci riproveranno: d'altronde a loro il futuro del pianeta non interessa, interessano solo i loro conti in banca.
Una grande soddisfazione per Greenpeace, che aveva promosso il ricorso al Giurì, ed anche per quelli che come noi lo avevano sottoscritto in ogni dove in Rete ed avevano prodotto autonoma segnalazione (molte piccole denunce fanno una grande denuncia) al Garante.
I furbetti del nucleare, con in "Testa" il furbone Chicco, hanno avuto dunque un primo significativo altolà: cercare di manipolare l'opinione pubblica, su un tema così delicato e sul quale gli italiani si sono già da tempo chiaramente e definitivamente pronunciati, non è stata una grande idea nell'epoca di internet e della comunicazione totale.
Ma state pur tranquilli che ci riproveranno: d'altronde a loro il futuro del pianeta non interessa, interessano solo i loro conti in banca.
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