05 agosto 2016

L’insostenibile leggerezza di Wind

Capita (raramente ma capita) di recarmi in Salento con il treno da Milano (e viceversa).
Puntualmente, a partire grossomodo da Foggia e sino a Brindisi (e viceversa), la connessione dati (e spesso anche la banale rete mobile) delle mie due schede Wind va a puttane.
Muta, morta, defunta, inservibile.
Capita (sempre) che appena arrivato in zona coperta mi “scappi” un tweet di lamentele contro questo palese disservizio. Potrò lamentarmi che ampie zone di Italia non siano coperte dal segnale? Oppure all’utente/cittadino non resta nemmeno questo diritto residuale di parola?
Capita pure (sempre) che dopo giorni e giorni dal viaggio, l’ineffabile “servizio clienti Wind” mi disturbi al cellulare per chiedermi conto del perché e del per come dei miei cinguettii lamentosi.
Orbene…
Oggi, fortemente infastidito dall’ennesima inutile telefonata dell’operatore che è chiamato a mettere a tacere le lamentele, ho riferito allo stesso che ogni volta che percorrerò quella tratta e verificherò che il disservizio non è stato sanato continuerò a scrivere messaggi di protesta (mi sembra il minimo con quello che paghiamo…).
Uno si aspetterebbe che il "servizio Clienti" cerchi di tranquillizzare l'utente (anche millantando eventualmente) che il suo provider sta cercando di ampliare le zone coperte, in modo da garantire un servizio sempre migliore.
E invece?
E invece a partire dalle mie rimostranze si è instaurato un contraddittorio molto serrato sul fatto che io dovrei verificare la copertura in un “punto fermo” ed eventualmente lamentarmi, non mentre sto viaggiando (sic!).
La conclusione dell’operatrice è stata: “lei può scrivere tutti i messaggi che vuole, tanto la situazione è questa e questa rimane”.
Questo si che si chiama “customer care”!
Complimenti per la professionalità…

15 marzo 2016

"Striscia"... peggio di un serpente

L'animale giusto cui paragonare "Striscia la notizia" è sicuramente il serpente: striscia e nell'immaginario collettivo è infido e simbolo del male assoluto.
Il servizio andato in onda ieri sulla Agenzia delle Entrate andava nella direzione di instillare nelle menti degli ascoltatori il concetto che il lavoro dei dipendenti dell'Agenzia è volto unicamente a vessare i cittadini contribuenti.
Un singolo caso di un cittadino che aveva acquistato un terreno in una zona "in" di Roma e che ha poi ricevuto un accertamento sul valore dichiarato (secondo voi perchè un cittadino privato compra un terreno con vincolo boschivo? per andare a tartufi? o per farci speculazione?), è diventato occasione per incitare il povero ascoltatore a trovare l'indirizzo dei funzionari dell'Agenzia per andare a bruciar loro la casa...
Un'operazione mediatica fascista (altro che "veline" del regime...), posta in essere, nel silenzio quasi totale dei media, da una trasmissione il cui autore è oramai da anni ai margini dell'attività televisiva e che ha tra i suoi fondatori e conduttori storici un signore che appare e scompare dalla trasmissione per fingere di essere residente all'estero (indovinate perchè), salvo poi essere scoperto con le mani nella marmellata e condannato.
Un'operazione mediatica favorita, se non incoraggiata, dall'opera costante del governo renzi volta a delegittimare nei fatti, quando i fari delle televisioni si spengono o sempre più spesso sotto i fari delle televisioni compiacenti (vedi quell'abominio giornalistico di giletti), l'attività dell'Agenzia in particolare, e dei dipendenti pubblici in generale.
A un certo punto bisogna scegliere se stare dalla parte dello Stato (quello con l'iniziale maiuscola, non quello di renzi per capirci...) o dalla parte degli evasori.
Io sono dalla parte dei tanti dipendenti che si applicano quotidianamente, affrontando spesso mille difficoltà di ogni genere, per far rispettare le leggi e far pagare le tasse.
Io non guardo Striscia...

21 gennaio 2016

Renzi piglia tutto

Con l'approvazione (oramai quasi definitiva) della riforma del Senato, Renzi porta a compimento la sua follia politico-istituzionale.
Una serie di riforme sgangherate, senza alcuna visione complessiva del Paese che verrà, o meglio (anzi peggio) con delle comuni caratteristiche di fondo: dare ulteriori poteri all'uomo forte al comando (che sia il futuro capo del partito che vincerà le elezioni magari anche solo con il 25% dei voti, che sia il preside di istituto, che sia l'imprenditore-padrone, che sia l'AD della RAI) e ridimensionare, anzi annichilire, i corpi intermedi.
Non è necessario avere la cultura e la preparazione dei "costituzionalisti", che Renzi tanto odia, per vedere lo scempio che l'amico di merende di Verdini sta facendo delle nostre istituzioni e delle architravi stesse del nostro martoriato Paese.
Il Parlamento che conta (la Camera) sarà totalmente "nominata" nella sua maggioranza (anche nell'opposizione, ma questo conta meno) dal capo-partito di turno, cioè lui; che tramite il Parlamento controllerà l'elezione del Capo dello Stato, la formazione della Consulta e via dicendo, non trovando alcun contrappeso il quel ridicolo Senato che verrà, composto dalla peggior classe dirigente che abbiamo mai conosciuto.
Se a questo aggiungete tutti i poteri che Renzi sta accentrando nelle proprie mani, togliendoli dai vari ministeri e organi istituzionali, se ci aggiungete le nomine a vario titolo (spesso creato di sana pianta) di personaggi dell'ormai inquietante "giglio magico" (vi ricordate il "cerchio magico" del berlusca?), buon ultima quella ventilata di Carrai (l'amico senza laurea che ogni tanto gli presta una casa per abitarci) come "consulente" ai Servizi Segreti, allora il quadro che viene fuori è triste, desolante, preoccupante, insostenibile.
Forse riusciremo a fermare questo folle pieno di sè prima che faccia danni irreparabili (ma del resto tutti i grandi pazzi della storia avevano una "forte autostima", per usare un eufemismo...), forse riusciremo a bocciargli il referendum confermativo delle riforme istituzionali.
Ma non illudiamoci che mollerà facilmente l'osso. Non illudiamoci che lascerà veramente la politica, come ha solennemente promesso (come se le promesse di un corregionale di Pinocchio potessero fare testo...).
E soprattutto non illudiamoci che liberandoci di lui riusciremo in poco tempo a risollevare la "civiltà" del nostro Paese: troppi danni ha già fatto, troppo credito gli è stato concesso da quanti (specie all'interno del PD) potevano fermarlo per tempo e colpevolmente non l'hanno fatto.
Da troppi anni l'Italia non riesce ad esprimere un Governo degno di questo nome, una classe dirigente che sia minimamente decente. Dopo il ventennio berlusconiano, questi pochi anni di renzismo imperante (che del berlusconismo è la degenerazione finale) rischiano di dare il colpo di grazia a un Paese che proprio non sembra avere le capacità e la voglia di tornare a sperare.

11 aprile 2015

Vaffanculo il garantismo

Non so che significato possa assumere, ai nostri giorni, la parola "garantismo" in Italia. Però credo che non si possa e non si debba applicare sempre e comunque, in qualsiasi circostanza.
E allora mi sento libero di affermare che sono stufo di ascoltare parole anche solo velatamente giustificative del gesto criminale avvenuto nei giorni scorsi nel Tribunale di Milano.
Sono stufo di ascoltare del dolore dei suoi parenti, sono schifato nel vedere che il suo avvocato costruisce finti malori in vista di chissà quale strategia difensiva.
Non siamo in presenza di un povero cittadino vessato dalla mala giustizia o dal fisco.
Questo tizio è un delinquente diventato scientemente criminale quando ha dovuto rinunciare alla sua opulenta vita da nababbo, costruita (si badi bene) non col sudore della fronte, ma "truffando" il prossimo (e lo Stato), insieme agli ex soci.
Un delinquente sociopatico, uno che ha vissuto sempre e solo per il denaro che dà potere e consente la bella vita alle spalle dei poveri cristi da lui gabbati. La ex-moglie e i figli che ne hanno goduto, non accorgendosi ovviamente di nulla (pecunia non olet), se ne facciano una ragione: il loro dolore NON è uguale al dolore di chi ha visto trucidati i propri cari.
I magistrati che dovranno giudicarlo, e che lui sta continuamente sfottendo fingendo di star male solo quando deve rispondere agli interrogatori, facciano presto: gli diano tre ergastoli e gettino via la chiave.

11 marzo 2015

Contraddizioni per ignoranza o mega spot alle multinazionali. Perchè sono contro l'Expo 2015 a Milano.

"Lottare contro la fame e l’obesità, promuovere stili di vita sani a partire dalla giovane età, incoraggiare un’agricoltura più sostenibile opponendosi alla speculazione finanziaria sulle materie prime alimentari e all’utilizzo della terra per biocarburanti a base alimentare."
Sarebbero alcuni dei principi ispiratori della Carta di Milano, che il ministro Martina (assieme a tanti altri importanti promotori di Expo2015) va diffondendo in ogni dove, come il documento fondamentale che il (nefasto) mega evento di Milano lascerà in eredità al mondo intero.
Cosa c'entrino cotanto nobili propositi con la Coca-Cola e con McDonald's, sponsor ufficiali della manifestazione, è un mistero che il solerte ministro renziano non riesce a svelare, nonostante invada tutte le trasmissioni e tutti i media possibili e immaginabili.
Ed in effetti la grandissima contraddizione trova pochissimi sostenitori, tra i quali in prima fila c'è mister Farinetti, altro fido renziano, che verso quel tipo di "azienda" si sta orientando, almeno a vedere come sta evolvendo la sua avventura imprenditoriale, fatta di "catene" di negozi che tendono a omologare piuttosto che ad esaltare le diversità.
Per il resto un profluvio di proteste, ironia e sfottò, su una grande occasione sprecata per promuovere la vera sana cucina italiana, fatta di chilometro zero e di produzioni con una filiera tracciabile, artigianale e di qualità (non quella di Farinetti, per capirci...).
E allora come si spiega tutto ciò?
Con i soldi ovviamente. Tutti i soldi che le due grandi multinazionali stanno generosamente versando nelle casse di Expo2015 trovando, in quanti altro non aspettavano che di essere coperti dall'oro che questo evento sta distribuendo ai soliti "amici degli amici", insospettabili estimatori delle grandi virtù di questi marchi.
Praticamente, coprendo di soldi Renzi & Co. e promuovendo il loro nuovo presunto impegno per una sana alimentazione fatto di insalatine e di bevande senza zucchero, Coca-Cola e McDonald's cercheranno di far dimenticare al mondo intero di essere (tuttora) tra le principali responsabili della peggior specie di alimentazione esistente sulla Terra e di essere da sempre icone dello spreco di cibo e dello sfruttamento delle risorse naturali.
Vogliono approfittare dell'evento per rifarsi un'immagine e una coscienza "comprando" il consenso di quanti visiteranno l'Expo2015.
Io non sarò tra questi.

Per iniziare ad approfondire: