26 aprile 2013

La vittoria del Caimano

La totale incapacità strategica del PD, l'inconsistenza politica della sua classe dirigente, la conclamata vocazione al martirio di quanti (da decenni) non riescono a rappresentare decentemente il proprio elettorato di riferimento ci consegneranno altri dieci anni di caimano imperante.
Della sciagurata scelta di non eleggere a capo dello Stato una delle menti più brillanti che il Paese possa vantare si è già detto tutto.
Andrebbero ulteriormente approfondite le conseguenze "pratiche" cui ci condannerà la sciatteria del PD.
Quale che sia la conclusione del tentativo di Letta (la cui ambizione non sembra molto meno impetuosa di quella di Renzi, l'unica differenza è che Letta è colto e intelligente mentre Renzi è ignorante e banale) di formare un governo, Berlusconi ha già vinto.
Se il futuro governo dovesse mettere in cantiere il "programma" del centrodestra Berlusconi potrà "vantare", alle prossime elezioni, di aver mantenuto tutte le promesse, prima su tutte quella relativa all'IMU; se il governo Letta non dovesse riuscire a realizzare alcunchè allora il centrodestra avrà comunque gioco facile nell'addossare tutte le colpe dell'immobilismo al PD.
In ogni caso, alle prossime elezioni, una parte importante dei voti che il PD ha racimolato nell'ultima tornata elettorale trasmigrerà verso il M5S: questo è esattamente l'unico obiettivo che ha Berlusconi in questo momento. In attesa di poter vincere alla grande (sempre grazie al Porcellum) le nuove elezioni, la cui data verrà stabilita a seconda dei sondaggi di cui quotidianamente si nutre il boss di Arcore.
Il PD, nella migliore delle ipotesi, sarà bollato dall'infamia dell'inciucio (che è poi, in realtà, l'unica cosa che ha realizzato); al peggio sarà la forza politica che, in nome del sacrificio per la governabilità impostagli dal suo "vero" leader Napolitano, porterà a compimento le peggiori politiche del centrodestra. In ogno caso tradirà il mandato dei suoi elettori, consegnandoci un'altra lunga stagione sotto il giogo del caimano; con buona pace dei Bersani, delle Bindi, dei Fioroni, dei Letta, dei D'Alema, dei Veltroni, dei Renzi, degli Orfini e dei Violante, che da sempre a parole combattono il berlusconismo, ma che nel berlusconismo ci sguazzano da sempre.

03 marzo 2013

Gli "standard" del vaticano

"La mia condotta sessuale è scesa al di sotto degli standard che ci si doveva aspettare da me".
Sembra la frase di un attore porno in crisi (di performance e di scritture per film).
Invece è la frase di un cardinale della santa romana chiesa cattolica e apostolica.
Queste sono le parole più "gravi", più "sentite", più "umili", più "partecipate" che questo molestatore di ragazzi è riuscito a trovare per ammettere che sì, voleva divertirsi con i ragazzini in sagrestia... e lo ha tranquillamente fatto.
Se non fosse già sufficientemente allucinante questo preambolo, il cardinale ha aggiunto che inizialmente, In un primo momento, ha contestato le accuse che gli erano piovute addosso per "la loro natura non specifica e anonima".
Avete capito bene: non ha ammesso da subito che le accuse erano vere perchè prima voleva sapere da chi provenissero, pur sapendo dentro di sè che erano vere a prescindere.
Sepolcri imbiancati... chi è che lo diceva?
Questo cardinale avrebbe dovuto partecipare all'elezione del nuovo papa: non ci sarà solo perchè lo scandalo è diventato talmente pubblico da travolgerlo.
Ecco. Se il tutto non fosse diventato "pubblico", il vaticano sarebbe "passato sopra" a tutto quanto, come sempre. Nonostante le finte inchieste volute da Ratzinger, finte perchè se i risultati di un'inchiesta di questo tipo vengono secretati, allora serve a nulla averla posta in essere.
Immaginiamo quante di queste situazioni non sono diventate pubbliche. Immaginiamo quanti cardinali ci possono essere, tra quelli che parteciperanno tra pochi giorni al conclave, che si sono divertiti con i seminaristi che gli capitavano a tiro...
Se Ratzinger avesse veramente voluto fare "il bene della sua Chiesa", avrebbe dovuto rendere pubblici tutti i fatti di pedofilia di cui è venuto a conoscenza in questi otto anni di pontificato.
Non l'ha fatto, e la chiesa rimane ciò che da tempo è diventata: una base fatta di fedeli e sacerdoti sinceramente animati dallo spirito evangelico, gestita comandata e oppressa da una ristretta gerarchia composta dai più grandi peccatori che la terra abbia mai conosciuto.
Amen.

11 febbraio 2013

I "conflitti" di Grillo

Il conflitto di interesse è tema centrale nel dibattito elettorale. Non passa giorno che da tutti gli schieramenti (o quasi) non venga l'impegno di occuparsene al "primo consiglio dei ministri" o giù di lì. E' normale che al centro di tale dibattito ci sia il conflitto di interessi "principe" da vent'anni a questa parte, ovverosia quello di Berlusconi.
Ciò che è strano è che nessun media sembra volersi occupare dei conflitti di interesse che possono riguardare Grillo, il quale appare dover essere immune da ogni tipo di controllo.
Eppure, a ben vedere, l'unica proposta che il M5S ha fatto in materia fiscale è l'abolizione dell'IRAP. E, guarda caso, il comico genovese ha un contenzioso con il fisco proprio per oltre € 500.000 di Irap non versata, contenzioso peraltro a lui sfavorevole in primo grado.
Tutto normale?
No.
La "macchina da guerra" di Grllo è una struttura ben congeniata, volta alla produzione di denaro, molto denaro, per lui e il suo sodale Casaleggio.
Ne vogliamo cominciare a parlare? Oppure chi "fa le pulci" a tutti non deve a sua volta essere oggetto di "analisi" dettagliata e minuziosa?

04 febbraio 2013

Affari militari

Di motivi per tirarsi fuori dalla follia dell'acquisto dei nuovi caccia F-35 ce n'era già a sufficienza ben prima di domenica scorsa.
Un'arma di attacco micidiale non ha ragione d'esistere in un Paese che ha tra i concetti fondanti il ripudiare "la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".
Il costo esorbitante (le ultime stime parlano di 13-14 miliardi di euro) in tempi di crisi totale, con le tensioni sociali che sono ad un passo dallo strabordare semplicemente per questioni "di fame", suggeriva da tempo di lasciar perdere o almeno di rinviare a tempi migliori.
Ora, la bellissima puntata di Presa Diretta dell'ottimo Iacona ci "informa" (come dovrebbe sempre fare l'informazione) che non solo i costi cresceranno sino a 40 miliardi di euro, vista la esosa manutenzione cui saranno soggetti questi mostri dell'aria (tutta a carico degli Stati che li acquistano), ma che in realtà questi "mostri" sono dei trabiccoli, pronti ad incendiarsi in volo anche per una raffica di kalashnikov!
E allora, visti i tanti evidenti motivi di interesse, perchè questo non è un tema centrale dei media italiani? Perchè non è un tema centrale della campagna elettorale?
Non dovrebbe essere un argomento "dirimente"? Uno di quegli argomenti che portano a scegliere una lista piuttosto che un'altra?
Sarebbe quindi il caso di stare attenti a chi ne parla e in quali termini.
E allora si scopre subito che solo Vendola (che però firmando la carta d'intenti con il PD si è automaticamente dichiarato prigioniero politico e condannato alla irrilevanza, avendo accettato che le decisioni controverse vengano prese a maggioranza) e Rivoluzione Civile si dichiarano esplicitamente contro questa follia e si impegnano a fermarla subito (sulla posizione del movimento di Grillo, sempre ambiguo su questioni di questo tipo, evito di approfondire).
Dopodiché basta un piccolo passaggio logico per trovare un valido motivo per decidere a chi dare il proprio voto...

30 dicembre 2012

L'asse PD-Sel non è la soluzione


Ammetto che fatico a seguire gli ultimi interventi del prof. Asor Rosa (che peraltro stimo massimamente da sempre...).
L'aspetto "pragmatico" dei suoi ragionamenti è facilmente condivisibile: l'unica forza di sinistra in grado di aspirare a "governare" il Paese è l'alleanza tra PD e Sel.
In effetti, le altre forze della galassia della Sinistra italiana in parte sono state letteralmente emarginate dalla carta d'intenti Bersani-Vendola, in parte non sono riuscite ad andare molto al di là di confusi tentativi di realizzare "qualcosa di nuovo" nell'orizzonte politico, senza riuscire a trovare la quadra nei rapporti tra strutture politiche già esistenti e "movimentismi" vari.
Quindi, se c'è in Italia, oggi, una forza di sinistra (o simil tale) che può arrivare al governo è solo l'asse PD-Sel.
Ma qui si pone l'interrogativo fondamentale che Asor Rosa sembra non voler affrontare, se non per dire che "poi si vedrà": governare per fare cosa?
Sinora abbiamo sentito Bersani affermare che la riforma Fornero non si tocca, che la riforma sull'art. 18 non si tocca, che il fiscal compact non si tocca, che tutte le misure che hanno riempito di soldi le forze armate e le scuole private a scapito degli investimenti nel sociale e nella scuola pubblica e nella ricerca non si toccano...
Sono queste le politiche di "sinistra" che vogliamo?
Oppure siamo veramente convinti che Vendola, rinchiuso nella gabbia che il PD gli ha costruito attorno, potrà portare avanti le sue idee incidendo realmente nelle decisioni che verranno prese "a maggioranza"?
A me pare evidente che la scelta di Vendola lo consegnerà ben presto alla insignificanza, facendogli (spero) comprendere che la sua mission doveva essere quella di porsi come guida della "Sinistra" (senza trattino alcuno) in Italia, aiutando i molti tentativi che pure movimenti e società civile stanno cercando di concretizzare (penso a "Cambiare si può" o ad ALBA, tanto per fare due esempi) a riunirsi in un unico grande movimento alternativo al montismo, al berlusconismo e alle sciagurate politiche europee stabilite dalla Germania.
Una forza del genere forse non avrebbe "vinto" le elezioni, ma sicuramente avrebbe ben presto acquisito un forte "peso" nel Paese, costringendo il PD di Bersani a fare i conti con la possibile realtà di una grande forza di Sinistra, non consentendogli di guardare ad un centro "buono" e purificato dalle sozzure berlusconiane come unica alternativa per il governo dell'Italia.
Professor Asor Rosa, le politiche di Monti sono ciò che "noi di sinistra" dovremmo aborrire prima di ogni altra cosa. Il PD si sta a tutti gli effetti ponendo in continuità con queste politiche. Non sarebbe il caso di volgere lo sguardo altrove?