25 agosto 2010

Scrivo a.... Veltroni!

Scrivo a chi, ponendosi sempre dalla parte dell'impresa e mai da quella del lavoro e del lavoratore, ha dato il via alle sciagurate politiche che hanno portato all'esplosione del precariato spacciandolo per flessibilità.
Scrivo a chi, ubriacato dal mito del riformismo, si è specchiato nello sguardo di plastica dell'avversario, finendo per sdoganarlo e riconoscerlo come avversario politico, invece di evidenziarne quotidianamente la pericolosità sociale, morale e politica.
Scrivo a chi, obnubilato dal mito dell'autosufficienza, ha meticolosamente programmato la distruzione delle forze politiche di Sinistra in Italia, e ora piange il fatto che tanta gente comune non ha più punti di riferimento o rappresentatività politica e quindi si tiene ben distante dai palazzi del potere.
Scrivo a chi, quando ne aveva facoltà, ha creato un'immagine posticcia della Capitale del Mondo, offrendo ai soliti "poteri forti", come controparte ai finanziamenti che gli consentivano di fare le "feste", la possibilità della più grande speculazione finanziaria e cementizia che Roma ricordi, e ora si lamenta che da quell'inizio sia nato il malaffare dei verdini, dei balducci e dei bertolaso (quest'ultimo da lui e dai suoi amici innalzato a supremo mentore).
Scrivo a chi aveva promesso di trasferirsi armi e bagagli in Africa, e per questa promessa aveva suscitato l'entusiasmo a destra ma soprattutto a sinistra...
Scrivo a Veltroni, che più aulicamente pretende di scrivere all'Italia intera...
Ualter, mantieni la promessa e liberaci dalla tua pressocchè inutile presenza. Cercheremo di sopravvivere...

18 agosto 2010

Addio Presidente, non mi mancherai...

L'unica cosa che ci mancherà sarà la possibilità di conoscere alcuni dei misteri più inquietanti che hanno stravolto la storia della nostra Repubblica, e che Cossiga ha portato con sè nella tomba.
Per il resto non ci uniamo al cordoglio totale e bipartisan: grande statista, uomo dello Stato, precursore, e via discorrendo...
L'unico aggettivo che mi sento di spendere senza rischiare l'offesa postuma è: bizzarro. Più di questo faccio fatica a concedere.
Non posso ricordare con benevolenza l'uomo che si vantava di una struttura segreta ed illegittima di potere parallelo allo Stato quale era Gladio. Non posso indulgere nella memoria dell'uomo di governo che mandava i blindati e le forze dell'ordine per provocare incidenti per poi reprimerli nel sangue, come nella migliore tradizione delle macellerie sudamericane.
Non posso rimpiangere il tessitore che servì ad un ex-comunista il piatto avvelenato della guida di un governo, per la prima volta nella storia, per obbligarlo a fare la guerra nel Kosovo, ché "sarebbe stato impensabile con un primo ministro cattolico". Quella fu l'inizio della fine dell'ex-PC/PDS, e poi di tutta la Sinistra italiana che da quella guerra scellerata non si è più ripresa.
Mi trovo consonante con il commento lapidario di Ferrero: era un nemico spietato che ci ha combattuto e che ci ha vinto.
A lui, per quel che mi riguarda, neppure l'onore delle armi, visto che le stesse erano assolutamente impari.
Non mi mancherà...

07 agosto 2010

Pisa, la città militare targata PD

Ricordate la città di Pisa che faceva della sua variegata offerta turistica (mare, montagna, percorsi eno-gastronomici, turismo culturale, agriturismo) la sua bandiera nel mondo? Quella città che dava il meglio della sua economia nella floricoltura, nei prodotti tipici, nel vino, nell'olio, nei servizi? Quella città che era conosciuta nel mondo intero per il proprio patrimonio culturale (soprattutto ma non solo per la sua struttura Universitaria), storico e paesaggistico?
Ecco: "questa" Pisa, che tutto il mondo ci invidia e che dovrebbe costituire un nostro fiore all'occhiello, non deve piacer tanto, così com'è, alla attuale amministrazione comunale, presieduta dal sindaco del PD Marco Filippeschi.
Al PD pisano piacciono di più le armi a quanto pare. E così, oltre ad entusiasmarsi per il fatto che l'aeroporto militare di Pisa diventerà l'Hub nazionale delle forze armate (i lavori di ampliamento inizieranno il prossimo maggio), il Filippeschi in persona, lo scorso novembre, annuncia che la base USA di Camp Darby ha "importanti prospettive" e che "gli americani ritengono questo insediamento molto importante e vogliono continuare ad investirci".
Cosa significa tutto ciò? Innanzitutto che tutti i reparti in partenza per le «missioni internazionali» transiteranno dall'Hub di Pisa: una struttura in grado di movimentare fino a 30mila militari. Poi, vista l'enormità operativa della nuova struttura, sarà molto probabile che questa verrà usata anche dalle forze armate statunitensi (con i loro probabili carichi di testate nucleari).
Il sindaco del PD plaude alle ricadute economiche che avranno questi progetti di militarizzazione del territorio, ma non dice nulla sul terrificante impatto ambientale che questi avranno su un territorio che è già al limite della sopportabilità.
Ma chi se ne frega che aerei immensi come i C-130J sorvolino a bassissima quota i centri abitati! Chi se ne frega se qualche volta precipitano subito dopo il decollo!
Ben vengano tute mimetiche e armi di ogni tipo! Ben venga lo sperpero di denaro pubblico per questi meravigliosi progetti bellici, a scapito (anche a Pisa) degli investimenti per l'università, la sanità e gli altri settori!
La cultura, il turismo, i prodotti tipici locali, il servizio al cittadino e all'ospite sono tutti concetti vecchi! Comunisti, direi...
Il PD è altra cosa! ce n'eravamo accorti in effetti...

10 luglio 2010

I nuovi balilla

Premettiamo: Tolkien non ha nessuna colpa se, in tempi andati, i giovani fascistelli che organizzavano dei campi estivi "metapolitici" per ritrovarsi tutti assieme a fare "eja eja alalà" li chiamarono col nome della simpatica razza inventata dall'autore de "Il Signore degli Anelli".
Ciò premesso, deve essere stata la nostalgia di questi ritrovi a far sì che il ministro La Russa si impegnasse così tanto per realizzare ciò che lui chiama "mini-naja", riuscendo in tempi di crisi a trovare venti milioni in tre anni per questa cosa che, a seconda dei punti di vista, può essere interpretata come un'idea demenziale o piuttosto una iniziativa pericolosa.
Demenziale se pensiamo che nel contempo, volendo rimanere alle forze armate, vengono tagliati gli stipendi del personale delle forze armate (di carriera e precari), o se andiamo a leggere gli obiettivi di questi campi di tre settimane, tra cui la «diffusione dei valori e della cultura della pace e della solidarietà internazionale tra le giovani generazioni» (senza commento...).
Pericolosa, invece, se pensiamo che dopo soli 21 giorni di mini-naja questi novelli balilla potranno iscriversi a quelle associazioni di ex appartenenti alle forze armate che solitamente vengono coinvolte nelle operazioni di protezione civile (evidente l'intenzione di coltivare il proprio bacino elettorale da parte di Mefistofele-La Russa); ma soprattutto pericolosissima se pensiamo che con una prossima legge i partecipanti ai campi La Russa-Meloni potranno godere di strade preferenziali nei concorsi per la ferma breve. Questi campi diventerebbero così uno strumento per selezionare i futuri soldati.
E questa sarebbe una faccenda molto più seria...
La nostra inesistente opposizione farà passare anche questa nel totale silenzio?

06 luglio 2010

Vergogne d'Italia

Noi italiani tendiamo a rimuovere le nostre vergogne...
Ogni tanto però è buon esercizio civico ricordare le efferatezze che uno stato "civile" non dovrebbe compiere, perchè si suppone abbia gli anticorpi necessari all'interno del proprio Diritto (inteso come insieme di norme, leggi, usi e costumi...).
E allora ricordiamo quei profughi che, su una carretta del mare, stavano per arrivare in Italia (erano a 30 miglia da Lampedusa), quando furono intercettati dalle nostre unità militari e rimandati indietro in Libia, in aperta violazione (e spregio) del diritto internazionale. Come il tutto avvenne è oramai storia nota: i nostri impavidi marinai si fecero beffe di quei disperati, facendo loro credere che li stavano accompagnando in un qualche centro di accoglienza in Italia e invece li stavano allegramente consegnando nelle mani di uno Stato che ha sempre rifiutato la Convenzione di Ginevra sui diritti umani (e che non ci ha messo molto a sbarazzarsi di ogni qualsiasi presenza stabile dell'ONU sul proprio territorio).
Ora quei disgraziati, insieme ad altre centinaia di miseri della terra, sono stati deportati in un campo di concentramento nel desertico sud della Libia, dopo essere stati regolarmente torturati e martirizzati.
Il nostro Paese, solo per il gusto di far contenti i caproni della Lega che possono gioire nell'affermare che «non ci sono più arrivi di immigrati clandestini a Lampedusa», sta scivolando sempre più verso il basso nella classifica dei Paesi che rispettano e difendono i diritti fondamentali della persona umana.
Stiamo imbarbarendo per far contenti Maroni, Calderoli, Salvini e Borghezio: bella fine!
Salvo poi accorgersi, il buon (si fa per dire) ministro dell'interno, che l'immigrazione arriva per lo più... in aereo! Ma che bella scoperta!
Peccato che tutti gli studi più avanzati (se solo Maroni si prendesse la briga di leggerli) hanno da sempre sostenuto che quanti vogliono soggiornare "coscientemente" in maniera clandestina nei Paesi Occidentali arrivano con falsi visti turistici provvisori comodamente negli aeroporti, mentre quanti rischiano la vita coi viaggi della speranza (spesso della morte) sulle carrette dei mari sono veri e propri disperati che, semplicemente, fuggono dalla carestia, dalla miseria, ma più spesso dalla guerra o da regimi totalitari crudeli e incivili, come quello eritreo verso il quale il governo libico vorrebbe rimpatriare i 245 immigrati di cui sopra.
I respingimenti verso la Libia sono un crimine contro l'umanità e sono contrari alle basi del diritto internazionale. Questo governo, succube delle follie securitarie della Lega, ha fallito miseramente tutte le urlate politiche sulla sicurezza: gli irregolari sarebbero aumentati, secondo un recente studio della Cattolica di Milano, di 126 mila unità rispetto al 2009; il reato di clandestinità è un aborto giuridico (ovviamente) inapplicabile: solo 2 esplusioni a Milano da quando è entrato in vigore. Una miseria.
E l'opposizione di sinistra (o giù di lì...) che cosa fa? Propone un altro modello di politiche di sicurezza, integrazione, legalità, regolarizzazione? A vedere i manifesti del PD marchigiano sembrerebbe proprio di no.

Come ha brillantemente commentato Sergio Sinigaglia su Il Manifesto di oggi: "Manifesti-choc: sembra il Pdl e invece è il Pd".
Povera Patria...