Al peggio, sconsiderati incapaci e inaffidabili azzeccagarbugli.
E' difficile capire l'atteggiamento delle forze d'opposizione, in primis il PD, durante l'iter di approvazione della manovra economica del governo.
Una manovra di macelleria sociale, come è stata giustamente definita, che, con il paravento delle richieste europee e con lo "stimolo" bypartisan di Napolitano, viene criminalmente scagliata contro gli strati più poveri ed esposti della popolazione.
La scelta delle forze politiche che dovrebbero essere d'alternativa, vigliaccamente al riparo dell'ombrello del Presidente della Repubblica, è stata, oltre che sbagliata eticamente e suicida dal punto di vista della progettualità ideale, assolutamente stupida ed inconcludente anche dal lato più strettamente di strategia politica: ci si è consegnati, resi, al tracotante e arrogante potere della maggioranza senza ottenere nemmeno il contentino di una modifica foss'anche simbolica verso quanto richiesto dalle opposizioni.
Ma la manovra di Tremonti non è semplicemente punitiva per le fasce deboli ed accomodante per i poteri forti (non c'è nulla che vada a toccare i poteri finanziari, ad esempio; così come le pensioni elevate vengono appena sfiorate dalle norme previste: a titolo esemplicativo un pensionato che percepisce 92.000 euro annui contribuirà pagando l'esorbitante cifra di 100 euro all'anno).
Nelle pieghe essa nasconde, e neanche tanto, il tentativo di porre un freno all'avanzare della "rinascita" della voglia di partecipazione civica che è esplosa con la splendida avventura referendaria, riconsegnando nelle mani delle potenti lobbies dei "servizi privatizzati" quei beni e servizi primari che i cittadini hanno voluto con forza affermare dover essere gestiti dal "pubblico", cioè dai cittadini stessi tramite i propri rappresentanti eletti. La formula usata da Tremonti - che parla di incentivi alle privatizzazioni - sembra costruita per evitare il giudizio di incostituzionalità; ma è evidente che è finalizzata a far rientrare dalla finestra ciò che i cittadini hanno cacciato via dalla porta col voto referendario.
Ecco qual è il pericolo maggiore: che il "vento" di cambiamento da tanti salutato nella lettura dei risultati referendari venga fermato, ingabbiato, ucciso.
Dobbiamo impedire in ogni modo questo ennesimo tentativo di saccheggio. E le attuali opposizioni politiche non sembrano attrezzate per farlo al posto nostro.
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14 luglio 2011
07 novembre 2008
Fermiamoli!
Quello dell'attuale legislatura non è solo probabilmente il peggior governo della storia della Repubblica. E' sicuramente il più pericoloso.
Forte di una maggioranza in Parlamento tale da consentirgli di approvare qualsiasi schifezza a colpi di fiducia, questo governo è permeato di ignoranza, sciatteria, razzismo, incapacità e antistato.
Il ricorso all'uso della forza (verbale e sostanziale) per "convincere" le popolazioni locali ad accettare decisioni inaccettabili è oramai modus operandi. L'odio ed il disprezzo per il "diverso" predicato con interventi, opinioni e battute (definire "abbronzato" un uomo di origini africane è peggio che dargli del "negro"...) viene sempre più spesso inserito nella "pratica" quotidiana delle leggi approvate da questi sciagurati. Lo smantellamento di tutto ciò che è "pubblico" o di "pubblico interesse" (amministrazione, scuola, finanche televisione ed editori "puri") procede come un rullo compressore. I sindacati che non accettano di diventare "complici" vengono emarginati (o meglio si tenta di emarginarli, con conseguenze ancora tutte da verificare...).
Il tutto nella pressocchè totale rassegnazione della "società civile" e di quelli che dovrebbero essere le sue "sentinelle" (leggi opposizione & c.). Tanto che non ci si indigna nemmeno più se due delinquenti del calibro di Dell'Utri e Licio Gelli imperversano con le loro deliziose farneticazioni sui media del Paese, invece che marcire in galera come meriterebbero.
Gli spazi per resistere si fanno sempre più ristretti e le modalità sempre più difficoltose ed impervie. Ma ciò non toglie che usare tutti i mezzi che una società civile possiede per fermare questi esseri che ci governano è l'unico sistema per impedire che l'Italia diventi ciò che erano (ed in parte ancora sono) gli stati del sud-america di un triste passato non troppo lontano.
Speriamo che l'Onda che è montata contro lo smantellamento della scuola pubblica di ogni ordine e grado riesca ad ingrossarsi sempre più, coinvolgendo quanti più settori della società civile minacciati dalle politiche berlusconiane, fino a riuscire a spazzare via i Brunetta, i Sacconi, le Gelmini, le Carfagna, i loro compagni di merende e il loro grande burattinaio; i quali, tutti assieme e ognuno singolarmente, ci fanno vergognare di essere Italiani.
Forte di una maggioranza in Parlamento tale da consentirgli di approvare qualsiasi schifezza a colpi di fiducia, questo governo è permeato di ignoranza, sciatteria, razzismo, incapacità e antistato.
Il ricorso all'uso della forza (verbale e sostanziale) per "convincere" le popolazioni locali ad accettare decisioni inaccettabili è oramai modus operandi. L'odio ed il disprezzo per il "diverso" predicato con interventi, opinioni e battute (definire "abbronzato" un uomo di origini africane è peggio che dargli del "negro"...) viene sempre più spesso inserito nella "pratica" quotidiana delle leggi approvate da questi sciagurati. Lo smantellamento di tutto ciò che è "pubblico" o di "pubblico interesse" (amministrazione, scuola, finanche televisione ed editori "puri") procede come un rullo compressore. I sindacati che non accettano di diventare "complici" vengono emarginati (o meglio si tenta di emarginarli, con conseguenze ancora tutte da verificare...).
Il tutto nella pressocchè totale rassegnazione della "società civile" e di quelli che dovrebbero essere le sue "sentinelle" (leggi opposizione & c.). Tanto che non ci si indigna nemmeno più se due delinquenti del calibro di Dell'Utri e Licio Gelli imperversano con le loro deliziose farneticazioni sui media del Paese, invece che marcire in galera come meriterebbero.
Gli spazi per resistere si fanno sempre più ristretti e le modalità sempre più difficoltose ed impervie. Ma ciò non toglie che usare tutti i mezzi che una società civile possiede per fermare questi esseri che ci governano è l'unico sistema per impedire che l'Italia diventi ciò che erano (ed in parte ancora sono) gli stati del sud-america di un triste passato non troppo lontano.
Speriamo che l'Onda che è montata contro lo smantellamento della scuola pubblica di ogni ordine e grado riesca ad ingrossarsi sempre più, coinvolgendo quanti più settori della società civile minacciati dalle politiche berlusconiane, fino a riuscire a spazzare via i Brunetta, i Sacconi, le Gelmini, le Carfagna, i loro compagni di merende e il loro grande burattinaio; i quali, tutti assieme e ognuno singolarmente, ci fanno vergognare di essere Italiani.
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