24 settembre 2012

L'implosione del PD e la farsa delle primarie

Non devono trarre in inganno i sondaggi che fanno veleggiare il Partito Democratico attorno al 25% dei consensi.
In realtà se molti affermano di voler (ancora) votare PD è solo perchè il panorama attorno è desolante.
Delle vicende del centrodestra non è il caso di occuparsi, con la Lega tornata ad essere un movimento locale e il PDL in totale dissolvimento senza il nano al comando.
I nuovi tentativi di "centro" sono occupati da un'accozzaglia di opportunisti che sta tentando di ritagliarsi uno spazio di ricatto politico continuo, nel miglior stile delle correnti democristiane.
Nemmeno l'ascesa di grillo e grillismi vari merita attenzione, perchè destinata a dissolversi dopo i primi successi elettorali.
E' nel centrosinistra che la desolazione è più evidente. Con la Sinistra che non trova il bandolo della matassa per tentare di mettere assieme tutte le (deboli) vecchie forze ed attrarre a sè il mondo dei movimenti e della società civile; con Nichi che ancora non ha deciso cosa farà da grande e con Di Pietro sempre più isolato e isolante...
E col PD che oramai è una nave alla deriva.
Senza uno straccio di linea politica forte e comune alle varie anime del partito, con il suicida intestardirsi nel sostenere il Governo Monti, fautore delle peggiori politiche liberiste e capitaliste che si ricordino da decenni, il Partito Democratico sta esaurendo gli ultimi scampoli di credibilità con la farsa delle primarie.
Dovevano essere primarie per la scelta della leadership di coalizione, tra forze politiche diverse ma che avessero un progetto di governo comune. Si stanno trasformando in una sorta di congresso popolare del partito, con l'inserimento di qualche altro ospite più di contorno che altro.
E' già sufficientemente strano che un personaggio come Renzi non solo si candidi ma abbia anche buone chances di vincere, ma è assolutamente non comprensibile il senso che possono avere tali primarie al di fuori di una logica di coalizione, solo come resa dei conti all'interno del PD. Ancora meno comprensibile è il fatto che la dirigenza PD non abbia fermato per tempo questa deriva, magari indicendo un congresso straordinario per contarsi all'interno e poi fare delle vere primarie di coalizione proponendo il proprio leader alla corsa per la leadership della coalizione.
Il PD sembra avvicinarsi a grandi falcate verso il momento della propria implosione.
Vendola farebbe bene a staccarsi da questo abbraccio mortale finchè è in tempo, rinunciando alla farsa delle primarie e contribuendo a ricostruire un'area di Sinistra quanto più vasta possibile, che sia realmente e totalmente alternativa alle politiche di questo governo dei banchieri, e che faccia proprie le ragioni del Lavoro e, magari, le avanzate proposte economiche di organizzazioni come Sbilanciamoci!, tra le poche a proporre una seria alternativa alla deriva vetero-capitalista verso cui l'Italia e l'Europa intera sono fatalmente destinate.
 

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