04 febbraio 2013

Affari militari

Di motivi per tirarsi fuori dalla follia dell'acquisto dei nuovi caccia F-35 ce n'era già a sufficienza ben prima di domenica scorsa.
Un'arma di attacco micidiale non ha ragione d'esistere in un Paese che ha tra i concetti fondanti il ripudiare "la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".
Il costo esorbitante (le ultime stime parlano di 13-14 miliardi di euro) in tempi di crisi totale, con le tensioni sociali che sono ad un passo dallo strabordare semplicemente per questioni "di fame", suggeriva da tempo di lasciar perdere o almeno di rinviare a tempi migliori.
Ora, la bellissima puntata di Presa Diretta dell'ottimo Iacona ci "informa" (come dovrebbe sempre fare l'informazione) che non solo i costi cresceranno sino a 40 miliardi di euro, vista la esosa manutenzione cui saranno soggetti questi mostri dell'aria (tutta a carico degli Stati che li acquistano), ma che in realtà questi "mostri" sono dei trabiccoli, pronti ad incendiarsi in volo anche per una raffica di kalashnikov!
E allora, visti i tanti evidenti motivi di interesse, perchè questo non è un tema centrale dei media italiani? Perchè non è un tema centrale della campagna elettorale?
Non dovrebbe essere un argomento "dirimente"? Uno di quegli argomenti che portano a scegliere una lista piuttosto che un'altra?
Sarebbe quindi il caso di stare attenti a chi ne parla e in quali termini.
E allora si scopre subito che solo Vendola (che però firmando la carta d'intenti con il PD si è automaticamente dichiarato prigioniero politico e condannato alla irrilevanza, avendo accettato che le decisioni controverse vengano prese a maggioranza) e Rivoluzione Civile si dichiarano esplicitamente contro questa follia e si impegnano a fermarla subito (sulla posizione del movimento di Grillo, sempre ambiguo su questioni di questo tipo, evito di approfondire).
Dopodiché basta un piccolo passaggio logico per trovare un valido motivo per decidere a chi dare il proprio voto...

30 dicembre 2012

L'asse PD-Sel non è la soluzione


Ammetto che fatico a seguire gli ultimi interventi del prof. Asor Rosa (che peraltro stimo massimamente da sempre...).
L'aspetto "pragmatico" dei suoi ragionamenti è facilmente condivisibile: l'unica forza di sinistra in grado di aspirare a "governare" il Paese è l'alleanza tra PD e Sel.
In effetti, le altre forze della galassia della Sinistra italiana in parte sono state letteralmente emarginate dalla carta d'intenti Bersani-Vendola, in parte non sono riuscite ad andare molto al di là di confusi tentativi di realizzare "qualcosa di nuovo" nell'orizzonte politico, senza riuscire a trovare la quadra nei rapporti tra strutture politiche già esistenti e "movimentismi" vari.
Quindi, se c'è in Italia, oggi, una forza di sinistra (o simil tale) che può arrivare al governo è solo l'asse PD-Sel.
Ma qui si pone l'interrogativo fondamentale che Asor Rosa sembra non voler affrontare, se non per dire che "poi si vedrà": governare per fare cosa?
Sinora abbiamo sentito Bersani affermare che la riforma Fornero non si tocca, che la riforma sull'art. 18 non si tocca, che il fiscal compact non si tocca, che tutte le misure che hanno riempito di soldi le forze armate e le scuole private a scapito degli investimenti nel sociale e nella scuola pubblica e nella ricerca non si toccano...
Sono queste le politiche di "sinistra" che vogliamo?
Oppure siamo veramente convinti che Vendola, rinchiuso nella gabbia che il PD gli ha costruito attorno, potrà portare avanti le sue idee incidendo realmente nelle decisioni che verranno prese "a maggioranza"?
A me pare evidente che la scelta di Vendola lo consegnerà ben presto alla insignificanza, facendogli (spero) comprendere che la sua mission doveva essere quella di porsi come guida della "Sinistra" (senza trattino alcuno) in Italia, aiutando i molti tentativi che pure movimenti e società civile stanno cercando di concretizzare (penso a "Cambiare si può" o ad ALBA, tanto per fare due esempi) a riunirsi in un unico grande movimento alternativo al montismo, al berlusconismo e alle sciagurate politiche europee stabilite dalla Germania.
Una forza del genere forse non avrebbe "vinto" le elezioni, ma sicuramente avrebbe ben presto acquisito un forte "peso" nel Paese, costringendo il PD di Bersani a fare i conti con la possibile realtà di una grande forza di Sinistra, non consentendogli di guardare ad un centro "buono" e purificato dalle sozzure berlusconiane come unica alternativa per il governo dell'Italia.
Professor Asor Rosa, le politiche di Monti sono ciò che "noi di sinistra" dovremmo aborrire prima di ogni altra cosa. Il PD si sta a tutti gli effetti ponendo in continuità con queste politiche. Non sarebbe il caso di volgere lo sguardo altrove?

25 dicembre 2012

Tonache sporche

La chiesa romana cattolica e apostolica, è risaputo, dovrebbe fare un'ampia opera di pulizia all'interno della propria classe sacerdotale, infestata di pedofili nonché di preti più interessati alle cose materiali che a quelle spirituali.
Ora scopriamo (in realtà sapevamo anche questo) che è piena di folli, pazzi furiosi che andrebbero rinchiusi e messi in TSO.
Tale don Piero Corsi, parroco di una piccola frazione di Lerici in provincia di La Spezia, è uno di questi.
Questa sottospecie di essere umano vestito con la tonaca non ha trovato di meglio, per Natale, che "donare" ai propri parrocchiani una lettera in cui, senza troppe ambiguità, afferma in buona sostanza che il "femminicidio" è un fenomeno le cui colpe ricadono sulle donne, sempre provocanti, sempre più indipendenti, sempre meno sottomesse, insomma: sempre più coscienti di essere donne...
Questo pazzo furioso, non nuovo a quanto pare a queste uscite da malato mentale, è ancora parroco nella propria parrocchia.
Cosa aspetta il vaticano a sospendere un siffatto prete?
Perchè il papa, sempre pronto ad attaccare tutto ciò che nel mondo mette a rischio la sopravvivenza della sua chiesa medievale, non trova mai uno straccio di tempo per affrontare i problemi veri che stanno facendo diventare la "sua" chiesa marginale nel mondo?
Invece di riempirsi la bocca della parola "pace", e poi scagliarsi con violenza sempre maggiore contro le coppie gay e contro ogni possibile espansione di qualsivoglia diritto civile che vada contro i suoi dogmi assurdi, non farebbe meglio Benedetto XVI a ridare dignità al proprio clero, facendo una puntuale opera di pulizia e di rinnovamento?
E cosa aspettano i cittadini di quel paese a cacciarlo a calci in culo dalla parrocchia? Cosa ne pensano le sue parrocchiane? E i maschi? Sono tutti potenziali killer?
Io non voglio veder circolare tonache che servono a dare copertura a persone infami.
E pretendo, pretendo, che questo deficiente venga inquisito d'ufficio per istigazione all'omicidio.
Sarebbe il minimo, in un paese civile.

08 dicembre 2012

Grillo: dalla speranza alla farsa

L'onda lunga della protesta anti-casta che ha alimentato la crescita nei sondaggi del movimento di Beppe Grillo sembra già spegnersi, ben prima dell'inizio della vera campagna elettorale per le prossime elezioni politiche.
E non poteva essere altrimenti.
Il M5S, non appena è stato messo sotto osservazione in modo più attento e circostanziato dai media, ha evidenziato tutte le sue debolezze. Non c'è voluto molto per capire che è affatto un movimento "dal basso" o sinceramente "democratico", ma bensì una creatura costruita accuratamente dall'alto dalla coppia Grillo-Casaleggio, con una finalità meramente "economica" ben prima che politica o sociale.
Tutto questo, ovviamente, con buona pace della stragrande maggioranza degli attivisti che, laddove non sono dei bonaccioni che ben poco hanno a che fare con l'impegno civico o politico, sono sinceramente animati da una autentica voglia di "cambiamento".
Ma tutta l'attività di Grillo-Casaleggio è oramai grandemente artefatta, poco autentica, per nulla credibile.
La farsa delle "parlamentarie" ha dato il primo serio colpo all'immagine fatta di "pulizia" autoreferenziale del movimento. Entusiasmarsi (fintamente) per i 32.000 voti complessivi che hanno deciso chi candidare al Parlamento (al Parlamento, badate bene, non ad una regione...) dà la misura di quanto anche Grillo debba fare di necessità virtù per un clamoroso flop. Trentaduemila voti IN TOTALE per selezionare una classe dirigente; abbondantemente meno delle preferenze che uno solo qualsiasi della "vecchia" classe dirigente prendeva come preferenze ai tempi del voto con l'indicazione del candidato.
E cosa dire dell'assoluta mancanza di trasparenza di tutta l'operazione? Con i voti che sono transitati, incontrollabili, dal server di Casaleggio (sic!). Con i misteriosi problemi informatici che hanno escluso qualcuno degli attivisti più apprezzati dalla base, per la loro indipendenza e capacità "pensante", e per questo invisi ai due capi.
La Rete non è democratica e trasparente di per se stessa. La Rete è un mezzo, e come tale può essere usato con modalità positive o con finalità "interessate". A me appare oramai evidente che Grillo la utilizzi da tempo per i suoi interessi personali: la voglia di salvare il Paese c'entra poco, l'afflato verso il movimento ancora meno.
Il nuovo interesse verso l'attivismo politico suscitato dal M5S avrà un futuro solo se saprà affrancarsi dalla cappa dispotica di Grillo-Casaleggio, osando sfidare gli inevitabili anatemi dei Capi contro quanti oseranno mostrare e dimostrare di saper "pensare", "progettare", "decidere", senza limitarsi ad essere delle marionette nelle mani di un guru che sembra uscito da un romanzo di Asimov e di un comico che, da quando crede di poter essere un capopopolo, fa ridere sempre di meno...

03 novembre 2012

Non nel mio nome!

Con l'avvento della "seconda Repubblica", i nostri governi si sono caratterizzati per l'avvicinamento sempre più marcato verso lo stato di Israele, in termini di collaborazioni economiche, finanziarie e soprattutto militari.
Più Israele diventava uno Stato ai margini del Diritto Internazionale, più abbiamo pensato (i nostri governanti hanno pensato) che fosse opportuno omaggiarlo con i nostri salamelecchi. Destra e pseudo-sinistra hanno gareggiato in questo, sino a farci rimpiangere i governi DC-PSI, quando almeno in politica estera sapevamo stare dalla parte del "giusto".
Il governo Monti ha, però, saltato il fosso; andando ben aldilà delle pur abominevoli vicinanze in termini di collaborazione militare (ricordiamo che i jet con la stella a sei punte scorrazzano liberamente sui nostri cieli da tempo, oramai; attendiamo solo la prossima Ustica...).
Monti ha pensato bene che questo fosse il momento opportuno per riversare su Israele la totale ammirazione dell'Italia, in occasione della sua ultima visita (fatta non si capisce bene a che titolo.
Ci aspettavamo che un "professore" potesse ricordare ai governanti israeliani, dall'alto della sua presunta autorevolezza internazionale, che Israele occupa abusivamente territori che non gli appartengono, confinando i palestinesi in quelli che oramai sono diventati quasi dei campi di concentramento a cielo aperto.
Pensavamo che potesse "insegnare" loro che non si risponde al lancio di pietre usando il fosforo bianco.
Speravamo che potesse ricordare ad Israele che l'ONU esiste e va rispettata sempre, non solo quando fa comodo alle sue aspettative.
Auspicavamo che esprimesse tutta la propria decisa contrarietà ai bombardamenti gratuiti che Israele decide di compiere sovente in giro per il mondo, buon ultimo quello del Sudan di cui i media non hanno quasi parlato (tranne le solite lodevoli eccezioni de Il Manifesto e pochi altri..).
Ci illudevamo che potesse approfittare dell'occasione per augurarsi un disarmo nucleare "totale" dell'area mediorientale, dove è Israele a rappresentare l'unico vero elemento di destabilizzazione, possedendo armi atomiche.
Invece, nulla di tutto ciò. Anzi. Elogi sperticati a ciò che Israele "è". Una follia totale per quello che dovrebbe essere un governo "tecnico".

Ebbene, professor Monti, in quanto cittadino italiano preciso che la frase "Gli italiani ammirano molto Israele per ciò che rappresenta" non è stata pronunciata in mio nome !